Posted on / by Luca Schino

Scuola – Young Line

Scritto Domenica 23 Agosto 2009 da Bruno Cairo

Ai miei tempi quando un professore ti stava antipatico, lo si prendeva in giro con i compagni di classe all’ora della ricreazione facendogli una imitazione che prendeva di mira le sue caratteristiche e finiva lì con grandi risate per tutti.

Oggi nell’epoca di internet tutto ciò è solo un lontano ricordo sbiadito. Un’altra generazione. E’ di questi giorni la notizia che a Piacenza una professoressa è stata insultata su Facebook da cinque suoi studenti minorenni. I ragazzi, tutti minorenni, avevano creato un gruppo apposito all’interno del social network, pubblicando illecitamente una fotografia della donna e ricoprendola di insulti. Il gruppo di ragazzi età compresa tra i 14 ed i 15 anni è incappato nella denuncia della professoressa che si è accorta di essere suo malgrado protagonista del web con commenti ingiuriosi, accessibili a tutti sulla sua persona, i ragazzi avevano anche pubblicato la fotografia della professoressa senza il consenso dell’interessata. La donna ha sporto denuncia presso la Polizia Postale, che ha rintracciato i giovani per mezzo dei loro profili su Facebook. Anche un sesto ragazzo aveva partecipato alla creazione del gruppo, ma non avendo ancora compiuto i 14 anni al momento del misfatto, non è stato possibile coinvolgerlo nella denuncia. Gli studenti, e per il fatto di essere minorenni, i loro genitori dovranno rispondere di diffamazione, e dovranno risarcire l’insegnante.

Alcune riflessioni. La colpa tutto sommato è di chi non vigila sul contenuto dei profili soprattutto se di dominio pubblico. In questo caso Facebook non ha tenuto conto della violazione della privacy dell’insegnante e non ha vigilato sul tipo di contenuto. E’ una “lezione” che dovrebbe imparare per controllare che l’uso del social network sia lecito e non uno strumento per diffamare qualcuno. Inoltre questi colossi del web garantiscono sul serio la tutela della privacy dei loro iscritti? Tutti i dati personali che sono contenuti nei loro data base, sono o non sono un archivio online “mondiale” a cui chiunque può accedere?