Posted on / by Luca Schino

Operazione Sarissa.

>> Beh, in un certo senso la stabilità interna l’assicuravano.

>>Mah, l’esistenza dell’alleanza del nord mi dice di no. Per non parlare

>della repressione interna, ovvero nel territorio da loro controllato,

>verso gli Hazara e le altre minoranze. E taccio del fatto che il

>regime taliban piu’ che un regime come lo intendiamo qui era una

>coalizione di warlords che condividevano la stessa ideologia.

Non so se si può propriamente dire che la condividessero: più che altro IMO

buona parte di loro si è alleata con la fazione più forte (cioè quella del

mullah Omar). E credo che nelle zone pashtun i talebani abbiano raggiunto un

notevole consenso 8molto meno presso le minoranze, ma per quello c’erano

macellai come la buonanima di Dadullah). Credo che si possa ammettere che

prima dell’11 settembre l’Alleanza del Nord fosse stata incistizzata. Mentre

nelle zone dove erano presenti le minoiranze la rivolta era grossomodo

impossibile. Insomma, io penso che si possa parlare di stabilità. Di certo

molto più che nel periodo precedente. Con questo non dico che il regime

talebano fosse la soluzione migliore: dico che IMO l’abbatterlo fa parte

della strategia necessaria a combattere il terrorismo. E’ un mezzo per

raggiungere un fine, non il fine stesso. Se lo si considera come fine in se

stesso, non ne valeva certo la pena.

Il mondo è pieno di dittature e regimi orribili, ma questo di per sè non

costituisce un motivo sufficiente ad abbatterli: non ci sono le risorse e la

volontà per farlo. La cosa è giustificabile solo laddove è necessario per

preservare la nostra sicurezza, o per reagire ad un attacco.

In questo senso i talebani, colpevoli di aver dato alloggio a bin-Laden e di

alimentare il terrorismo internazionale, dovevano essere schiacciati, e

l’impegno in Afghanistan (e in Pakistan) deve continuare fino a che il

movimento non sarà contenuto e possibilmente spazzato via. Con tutti i mezzi

necessari: combattimento, finanziare e supervisionare le operazioni di

sviluppo e di costruzione delle infrastrutture, etc.

–“Il Basileus che siede a Costantinopoli vince sempre”.

Giovanni Cecaumeno.