Posted on / by Luca Schino

Opengate Group verso liquidazione

giovedì 02 ottobre 2003, ore 11.52

Opengate Group verso liquidazione

Opengate Group la prima società che aveva affrontato la quotazione al Numtel, non raggiungerà nemmeno oggi il quorum necessario alla costituzione dell’assemblea. Opengate era nata da una idea dell’imprenditore reggiano Vittorio Maria Lasagni. Lo dice a Reuters una fonte vicina all’azienda, ricordando che i soci erano chiamati oggi alle 11, in terza ed ultima convocazione, per approvare l’aumento di capitale da 50 milioni di euro, indispensabile per la continuità aziendale. “Anche oggi l’assemblea dei soci non raggiungerà il quorum”, ha detto la fonte. “Al momento non ci sono elementi che facciano pensare diversamente”. Il cavaliere bianco che quest’estate si era dichiarato disponibile a garantire la ricapitalizzazione, si è defilato. E ora per la società quotata, che ha un nome nella distribuzione di prodotti informatici, non restano molte opzioni. “In tarda mattinata è convocato il cda che dovrà valutare formalmente l’uscita di campo migliore ma il management lavora ormai in ottica liquidatoria, per Opengate Group”, dice ancora la fonte. La società punta però “a preservare, laddove possibile, la continuità operativa delle controllate”. Netric e Opengate spa, cui è stata revocata l’amministrazione controllata, secondo la fonte “potrebbero continuare a lavorare”. Anche per Arc Espana e J-Soft, le due società del gruppo che dovevano essere vendute, “l’attività dovrebbe andare avanti: ma è molto delicato parlare di cessione, in questo momento”. Peccato, perchè Algol aveva recentemente ribadito di essere ancora interessata a comprare J-Soft. Le trattative per la vendita di Arc Espana alla svizzera Also , invece, erano saltate già all’inizio di agosto. La crisi della società era iniziata nei primi mesi dell’anno, quando le banche avevano bloccato i finanziamenti ed era naufragato l’accordo con Laserline. Le difficoltà di cassa si erano progressivamente aggravate e hanno portato, al 31 luglio, ad un rosso di 116,218 milioni di euro, con un deficit patrimoniale di 82,773 milioni. L’udienza finale dei legali rappresentanti davanti al giudice delegato è fissata per il 9 ottobre, al Tribunale fallimentare di Varese.