Posted on / by Luca Schino

Il Rischio Di Confusione Nella Pronuncia Lindenhof

Il rischio di confusione nella pronuncia Lindenhof

Il Tribunale di Primo Grado ha confermato la decisione della Commissione di Ricorso UAMI secondo la quale i vini spumanti e le bevande di frutta non sono prodotti simili.

Il titolare di una registrazione tedesca per il marchio denominativo e figurativo LINDERHOF, registrato per vini spumanti in classe 33, si era opposto alla domanda di registrazione comunitaria riguardante il marchio denominativo LINDENHOF, depositata anche per seguenti prodotti in classe 32: «Birre e birre contenenti bevande miste, acque minerali e gassose e altre bevande analcoliche; bevande di frutta e succhi di frutta, succhi di verdure; sciroppi ed altri preparati per fare bevande, prodotti a base latticello (…)».

La Divisione di Opposizione aveva accolto l’opposizione limitatamente ai prodotti «birre, birre contenenti bevande miste», deducendo come motivo l’esistenza di un rischio di confusione. Aveva respinto per il resto l’opposizione per assenza di tale rischio. La decisione era stata confermata dalla Commissione di Ricorso dell’Ufficio per l’Armonizzazione nel Mercato Interno (UAMI).

Il titolare del marchio LINDERHOF si era rivolto al Tribunale di Primo Grado lamentando che la Commissione di Ricorso aveva erroneamente ritenuto assente il rischio di confusione fra i vini spumanti e le bevande designate nella domanda LINDENHOF. Il ricorso era basato su tre motivi:

i vini spumanti da un lato e i succhi di frutta, vini di frutta, vini di spumanti di frutta e vini contenenti bevande miste dall’altro sono solitamente fabbricati dai medesimi produttori, e tale circostanza è nota al pubblico destinatario;

i prodotti coperti dai due marchi vengono proposti in vendita mischiati;

il marchio LINDERHOF presenta un forte carattere distintivo, essendo stato utilizzato estensivamente per sette anni nella la vendita di vini spumanti.

Con sentenza emessa il 15 febbraio 2005 nella causa T-296/02, il Tribunale di Primo Grado ha considerato ammissibile soltanto il primo motivo, dato che la ricorrente aveva effettivamente sostenuto dinanzi alla Commissione che i prodotti di cui trattasi erano fabbricati, sostanzialmente, da imprese identiche. Gli altri due motivi non erano stati sollevati dinanzi alla Commissione, e non erano dunque ammissibili.

Riguardo al primo motivo, il Tribunale ha ritenuto che sebbene i vini spumanti e le bevande designate nella domanda presentino dei punti comuni e siano venduti sovente fianco a fianco sia nei magazzini che sulle liste delle bibite, gli spumanti e le dette bevande non possono essere considerati appartenenti ad una stessa famiglia di bevande, cioè elementi di una gamma generale di bevande idonee ad avere un’origine commerciale comune. Inoltre, le bevande designate nella domanda di registrazione devono considerarsi esclusivamente come bevande analcoliche. Da ultimo, mentre le bevande designate nella domanda sono articoli di consumo corrente, i vini spumanti vengono bevuti in occasioni speciali e per essere assaporati, molto meno frequentemente che i prodotti designati nella domanda, e rientrano in un segmento di prezzo molto più elevato.

Il Tribunale ha ritenuto che i prodotti di cui trattasi non possano pertanto essere considerati in rapporto di concorrenza, e che le differenze fra tali prodotti prevalgano sulla similitudine dei segni, con la conseguenza che il consumatore medio tedesco non crederà che quei prodotti, contraddistinti dai marchi in questione, abbiano la stessa origine commerciale. Inoltre il Tribunale ha ritenuto che il marchio anteriore non possa essere considerato fortemente distintivo.

La sentenza ha dunque respinto il ricorso, confermando che la Commissione di Ricorso UAMI aveva correttamente escluso un rischio di confusione.