Posted on / by Luca Schino

Il Regolamento Che Vieta L’importazione Di Merci Contraffatte È Stato Esteso Ai Brevetti, Ai Ccp E Ai Marchi Comunitari

Il Regolamento che vieta l’importazione di merci contraffatte

è stato esteso ai brevetti, ai CCP e ai marchi comunitari

Il Regolamento del Consiglio (CE) n. 241/1999 che modifica il Regolamento (CE) n. 3295/1994 che fissa misure intese a vietare l’immissione in libera pratica, l’esportazione, la riesportazione e il vincolo ad un regime sospensivo di merci contraffatte e di merci usurpative è stato emanato il 25 gennaio 1999 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee del 2 febbraio 1999.

Il Regolamento, che entrerà in vigore il 1 luglio 1999, ha modificato la definizione dei prodotti per i quali il titolare del diritto può chiedere l’intervento delle Autorità doganali.

Da “merci contraffatte e merci usurpative”, tale definizione è ora stata meglio specificata come “merci che violano taluni diritti di proprietà intellettuale”. In virtù di tale modifica, il titolare può richiedere l’intervento delle Autorità doganali anche a tutela di brevetti, certificati complementari di protezione, modelli di utilità laddove previsti dalla legislazione nazionale e marchi comunitari (qui di seguito MC), oltre che di marchi nazionali, diritti d’autore e diritti di design.

Altre modifiche salienti comprendono:

1) I titolari di MC possono richiedere l’intervento non solo delle Autorità doganali dello Stato membro in cui è presentata la richiesta, ma anche delle Autorità doganali di altri Stati membri.

2) L’Articolo 2 vieta non solo l’introduzione, l’immissione in libera pratica e l’esportazione, ma anche l’introduzione in zona franca o in deposito franco di merci che violano i diritti di proprietà intellettuale.

3) L’uso di sistemi elettronici di scambio di dati, laddove siano disponibili, è consentito per richiedere l’intervento delle Autorità doganali (Articolo 3).

4) Al titolare del diritto o al suo rappresentante sarà richiesto il pagamento di una somma destinata a coprire le spese relative all’intervento dell’Autorità doganale in ciascuno degli Stati membri in cui tale intervento ha luogo. Questa somma è in aggiunta alla somma destinata a coprire le spese amministrative occasionate dall’esame della richiesta di interventi, già prevista dall’Articolo 3.4 del Regolamento n. 3295/1994.