Focus on: Danza ai Teatri di Reggio Emilia

Danza ai Teatri di Reggio Emilia

di silvia poletti

Dopo il tributo a Jiri Kylian e a Mats Ek e prima di quello a John Neumeier (che dovrebbe caratterizzare l’edizione 2004) il Reggio Emilia Danza Festival, sezione coreografica del Reggio-Parma Festival, si sofferma ancora una volta a riflettere sul talento coreografico e teatrale di William Forsythe. È infatti il grande autore newyorkese uno dei nomi di punta dell’edizione 2003 di una manifestazione che, ripartita con slancio tre anni fa, si impone come tappa d’obbligo per registrare tutte le tendenze e le irrequietezze del teatro contemporaneo di danza, fortemente connotato oggi da segni autoriali così diversi, eppure così significativi. Forsythe, che deve a Reggio Emilia il suo lancio europeo (già nel 1989 gli venne dedicato un memorabile Festival monografico lungo una settimana e l’Aterballetto fu tra le prime compagnie a stringere con lui una forte collaborazione), sarà presente con un solo spettacolo – venerdì 23 maggio- interpretato dal suo straordinario Frankfurt Ballet e formato da quattro titoli (The room as it was; ( N.N.N.N.); One flat thing reproduced e la prima italiana di Double / Single), ma sarà anche ospite di un convegno internazionale (giovedì 22) e di un seminario (venerdì 23) dedicato a tutto il suo percorso creativo, curati da Marinella Guatterini e arricchiti dalla presenza di critici e studiosi europei. Il segno radicale lasciato da Forsythe nel linguaggio postaccademico della danza sarà analizzato sia in prospettiva storica, dal suo increbidile exploit nei primi anni Ottanta, sia attuale, grazie all’intervento dello stesso autore, in procinto- come si sa- di chiudere la sua esperienza tedesca il prossimo anno e di tornare, quasi sicuramente, a New York, ospite del nuovo centro per le arti contemporanee ideato da Mikhail Baryshnikov.

Ma se Forsythe è la punta di diamante del cartellone reggiano, da segnalare anche la presenza di due coreografe dalla forte e incisiva personalità. La prima, Maguy Marin, arriva martedì 10 giugno con la prima italiana del suo Les applaudissements ne se mangent pas, presentato alla recente Biennale della danza di Lione: lavoro duro, forte, impregnato di un rigoroso senso civile – secondo la più recente linea poetica della grande autrice francese.

Nome di punta dell’ultima generazione del postmodern mondiale, sensibile indagatrice delle potenzialità architettoniche e metamorfiche del corpo, la canadese Marie Chouinard arriva invece con la sua compagnia per una prima assoluta che – dopo Reggio – farà tappa nei principali festival europei. Si tratta di Opera Dogma e Chorale in prima assoluta al Valli giovedì 19 giugno seguita dagli affascinanti 24 Preludes de Chopin e Le cri du Monde sabato 21 giugno. Anche per Chouinard è previsto un approfondimento culturale con incontri, conferenze e video.

Ultima presenza internazionale, quella del portoghese Rui Horta che, dopo aver lungamente peregrinato da un teatro all’altro in Europa (anche a Francoforte, ai tempi d’oro della città, con il suo S.O.A.P. Ballet), ha trovato finalmente una residenza artistica nel suo paese dove può mettere a punto la sua ricerca incentrata sul rapporto tra reale e virtuale nella danza. Nello spazio alternativo della Cavallerizza, Horta arriva venerdì 13 e sabato 14 giugno con la prima italiana di Pixel.

La presenza italiana del Festival si concentra soltanto su due proposte, per altro di qualità garantita. Aterballetto arriva al Valli, venerdì 6 e sabato 7 giugno con un nuovo spettacolo firmato da Mauro Bigonzetti che propone la prima europea di Vespro, balletto da lui creato per il glorioso New York City Ballet e definito, dal New York Times,«miglior produzione del 2002» (evviva!) e una nuova sezione di Cantata, lo straordinario pezzo etno-pop su musiche e canti popolari napoletani, tra le migliori creazioni recenti del vulcanico autore romano.

La ferrarese Monica Casadei, invece, lascia da parte inquietudini e rabbie esistenziali e si concentra sulla rilassante pratica del bacio nel suo scapricciato Kiss Time per Artemis (martedì 17 giugno) che si annuncia come un raggio di sole tra gli aguzzi e puntuti contrasti fisici e spirituali esplorati dagli altri autori del RED.

Per informazioni e biglietti per tutte le manifestazioni si può consultare il sito www.iteatri.re.it. (11 aprile 2003)

Nella foto, William Forsythe