Posted on / by Luca Schino

Flux – Transmission – Push

Sede: RED Reggio Emilia Danza Festival

di silvia poletti

Guarda la PHOTOGALLERY realizzata con scatti di Hugo Glendinning gentilmente concessi da RED Reggio Emilia Danza

Presente nel programma del Teatro a Focus RED Reggio Emilia Danza, il festival coreutico svoltosi nella città emiliana, Russell Maliphant, scontroso e riservato coreografo di ascendenze britanniche, passato alla ricerca dopo un lungo apprendistato classico al Royal Ballet, si è dimostrato all’altezza della sua fama, sicuro del proprio linguaggio.

Assurto alla popolarità italiana grazie anche al bello spettacolo Two 2 Three (Rise & Fall) interpretato dal duo George Piper Dances e da Sylvie Guillem, Maliphant è tornato ora con un suo nuovo gruppo e tre novità italiane, Flux, Transmission e Push. Come suggeriscono i titoli, in ogni pezzo c’è un motivo portante: la trasmissione della dinamica da un danzatore all’altro in Transmission e la spinta in Push. Maliphant è infatti coreografo concentrato esclusivamente sul movimento, le sue dinamiche e le sue potenzialità, nutrite dagli stimoli che discipline del corpo come il tai-chi, le arti marziali orientali e le varie tecniche (contact improvisation in primis) possono offrire allo sviluppo del linguaggio.

Il corpo, nella sua mobilità e fisicità (scolpita dalla luce di Michael Hulls) è quindi esaltato da una qualità di danza suadente, dove la calibratura dell’energia, le sue impennate e i suoi abbandoni, confluiscono in un flusso continuo, rarefatto e ipnotico, elegantissimo, dove il dettaglio estetico è accurato. Bene lo rivela il bell’assolo danzato dal cubano Alexander Varona, che parte dal movimento di una spalla per avviare un moto continuo capace di irradiarsi dalle braccia al torso, dal torso ai fianchi, alle gambe, controllatissimo e allo stesso tempo eternamente vivo e vibrante.

Anche Push, che Maliphant ha creato per se stesso e Guillem (e che si vedrà, probabilmente, con Sylvie e Massimo Murru nel gran gala di danza che la Scala sta organizzando nel prossimo gennaio) ha un leit motiv nei lift che portano il danzatore a sorreggere quasi costantemente la ballerina su una spalla, giocando poi di contrappeso nel farla scivolare a terra e respingerla – appunto – in aria.

A lungo andare però (e il dubbio assale in Transmission) si ha la sensazione che il meccanismo applicato con rigore da Maliphant tenda ad essere ripetitivo e soprattutto non sappia assumere un respiro e un’articolazione più ampia allorché dalla composizione «piccola» si passa a quella corale. Non di meno anche qui a prevalere è l’impressione di una indiscutibile raffinatezza dello stile e la bravura dei danzatori (da notare che sia Sasha Waltz in Gezeiten – recensito in precedenza – che Maliphant hanno nei loro ranghi validissimi artisti italiani). Il pubblico quindi non può che applaudire, contento e appagato.

Nella foto, il coreografo Russell Maliphant

(8 giugno 2006)

Guarda la PHOTOGALLERY realizzata con scatti di Hugo Glendinning gentilmente concessi da RED Reggio Emilia Danza