Posted on / by Luca Schino

Decoder Unico, Arrivano Le Sanzioni Ma E’ Lite Tra Authority E Governo

Decoder unico, arrivano le sanzioni

ma è lite tra Authority e governo

Domani la riunione dell’Autorità per decidere le multe a Telepiù e Stream. L’esecutivo accusato di interferenza

di STEFANO CAVIGLIA

ROMA – La mannaia delle sanzioni dell’Authority per le Comunicazioni cadrà domani sulla testa di Stream e Telepiù: multa da 500 milioni e un nuovo ultimatum, scaduto il quale si procederà alla sospensione delle licenze. E’ lo sbocco ormai quasi obbligato dell’accelerazione che la storia infinita del decoder unico ha subito nei giorni scorsi, a partire da quell’ultimo incontro di venerdì fra le due pay tv, conclusosi con il rinvio beffardo di ogni risultato all’aprile del 2001. Né il governo né l’Autorità guidata da Enzo Cheli possono più permettersi di lasciar proseguire la tattica dilatoria usata finora con successo dalle due società. In queste ore si affrettano a sbarrargli la strada.

Un compito che spetta per definizione all’Authority per le Comunicazioni, fra i cui consiglieri l’irritazione per l’atteggiamento di Stream e Telepiù ha creato un clima favorevole alla massima severità nelle sanzioni. Ma all’irritazione contro i due “fuori legge” si sta sommando ora quella verso il governo, accusato di esagerare con le pressioni sull’Autorità, mettendone a rischio l’autonomia. Nel mirino, l’annuncio dei giorni scorsi del sottosegretario alle Comunicazioni, Michele Lauria, che ha indicato l’imposizione di un arbitrato alle due pay tv come probabile conclusione del Consiglio di mercoledì.

“Il nostro – spiega il consigliere Antonio Pilati – è un organo indipendente. E’ del tutto improprio che un sottosegretario si arroghi la funzione di portavoce o di interprete del suo presidente. A meno che non si voglia trasformare l’Autorità in un’agenzia del governo. Insomma, la verità è che siamo stati scavalcati”.

L’imbarazzo dei consiglieri, paradossalmente, è aumentato dal fatto che essi stessi condividono fortemente la linea dura preannunciata dal governo. Dunque si preparano ad aderiranno a una strategia che rischia di sembrare elaborata da altri. “E’ un po’ sorprendente – osserva il consigliere Vincenzo Monaci – che le intenzioni di un organo collegiale e indipendente siano anticipate attraverso la voce del governo. E’ un fatto che rischia di intaccare l’immagine e l’autonomia dell’Authority”.

Nulla di tutto questo, secondo il sottosegretario alle Comunicazioni Michele Lauria, che rivendica in pieno le prerogative del governo. “Ne noi né l’Autorità – replica – possiamo permettere che si violino impunemente le leggi e i diritti dei consumatori”. Invasione di campo? “Al contrario, è un modo per dare più forza all’azione dell’ Authority, e al tempo stesso per fare un po’ di pressing”.

Resta da capire in che forma potrebbe esercitarsi l’arbitrato di cui si parla, dal momento che fra i poteri dell’Authority c’è quello di sanzione e non quello di indirizzo. Ognuna delle due pay tv ha una ricetta ponte per non penalizzare gli utenti in questi mesi seguito alla mancata realizzazione del decoder unico (previsto dalla legge per il luglio scorso). Stream insiste per il noleggio gratuito del decoder, Telepiù per lo scambio dei pacchetti di programmazione. E nel frattempo non si fa nulla. Solo la richiesta di entrambe all’Authority di fare da arbitro risolverebbe la situazione. Ma difficilmente si decideranno senza la minaccia reale e concreta di sospensione dell’autorizzazione a trasmettere.