Decoder, Consumatori All’attacco

Il Codacons: la scheda unica esiste. Telepiù: è falso. Pay tv dal governo mercoledì

ROMA (s.cav.) – È l’ora del capitolo sulla pirateria nella polemica del decoder unico. Mentre il sottosegretario alle Comunicazioni Vincenzo Vita diramava, ieri, la convocazione delle due pay tv per mercoledì prossimo, è scoppiata una nuova querelle fra Telepiù e il Codacons. Per mostrare quanto sia facile realizzare l’apparecchio richiesto dalla legge (e rinviato da Stream e Telepiù come minimo alla fine dell’anno) l’associazione dei consumatori ha dato vita a una piccola dimostrazione, con una scheda in grado già oggi di “leggere” le due programmazioni, per concludere: “Il decoder unico esiste da anni ed è stato nascosto. Bisogna sospendere o addirittura revocare la licenza a entrambi gli operatori”.

L’esperimento ha mandato su tutte le furie gli uomini di Telepiù, secondo i quali può essere avvenuto solo con una tesserina pirata, di quelle contro cui loro combattono strenuamente (e invano) ogni giorno. “Non esiste sul mercato – spiega un comunicato della società – una smart card unica per Stream e Telepiù, dunque quella utilizzata dal Codacons è sicuramente illecita. Sorprende che a fare una tale dimostrazione sia il rappresentante di un organo che dovrebbe tutelare il consumatore”.

Ma perché, indipendentemente dalla liceità o meno della carta usata dal rappresentante del Codacons, le due pay tv non hanno ancora fatto legalmente quello che riesce tanto facile ai pirati? “Perché quella carta vale solo per il sistema Irdeto – tagliano corto a Telepiù – e non potrebbe funzionare anche per gli altri due, Seca e Nds”.

Ieri è arrivata un’altra cattiva notizia per la società guidata da Michel Thoulouze: il Tribunale di Milano ha respinto anche in appello il suo ricorso contro il Napoli Calcio, ribadendo la decisione di prima istanza, che aveva dichiarato nullo il contratto stipulato fra le due società nel gennaio ’99, che lo stesso Napoli abbandonò per passare a Stream. Telepiù avrebbe abusato – questa la motivazione della prima decisione – della sua posizione dominante.

Ma a questo punto tutti gli occhi sono puntati sulle posizioni dei protagonisti in vista dell’incontro di mercoledì. Stream insiste per concedere il decoder a noleggio gratis finché non ci sarà il decoder unico, ma Telepiù, al momento, conferma di non volerne sapere e ripropone la sua ricetta di scambiare i pacchetti di programmazione. Resta il fatto che l’Authority ha concesso loro dieci giorni per mettersi d’accordo. Altrimenti arriveranno come minimo altre multe.