Posted on / by Luca Schino

Da Gioia Tauro a Reggio Emilia

Attualità

Giunto a Gioia Tauro (provincia di Reggio Calabria) lo scorso maggio, nominato commissario dopo le dimissioni del sindaco Renato Bellofiore che non voleva cedere all’aut aut di due consiglieri di maggioranza che avevano proposto un emendamento per decine di assunzioni nel business della raccolta differenziata, Raffaele Ruberto deve di nuovo fare i bagagli: è stato infatti nominato nuovo prefetto di Reggio Emilia.

Nato a Bari 58 anni fa, laureato in giurisprudenza, prefetto dalla fine del 2013, in 29 anni di carriera Ruberto ha prestato servizio in 8 sedi, svolgendo la propria attività sia nell’amministrazione centrale sia in quella periferica: al Nord (come in Piemonte, dove è stato vice commissario per l’emergenza nomadi e l’emergenza Nordafrica) ma soprattutto al Sud. E’ stato componente dei Co.re.co. di Bari e Crotone, e prima di essere nominato commissario a Gioia Tauro, il crocevia più grande del Mediterraneo per traffico di container, dove ‘ndrangheta e globalizzazione vanno a braccetto, è stato commissario straordinario per l’individuazione dei siti e la realizzazione delle discariche nelle province di Napoli e Salerno.

L’impressione forte è che il nome di Ruberto – proposto dal ministro degli Interni e approvato dal consiglio dei ministri – sia in totale continuità con quello di Antonella De Miro, partita per Perugia in agosto dopo anni a Reggio durante i quali il punto di forza dell’attività è stato la lotta alle infiltrazioni della criminalità organizzata.

Soddisfazione da parte del sindaco di Reggio. ‘La lunga e solida esperienza del dottor Ruberto in diversi e delicati ambiti, dall’immigrazione al monitoraggio degli appalti pubblici al governo del ciclo dei rifiuti, è un importante presupposto per un’azione efficace in una realtà complessa come Reggio Emilia’, scrive in una nota Luca Vecchi.

Il primo cittadino spende poi parole di ringraziamento per Adriana Cogode, vice di De Miro e in questi mesi prefetto vicario della città: ‘Ha retto la prefettura con rigore, autorevolezza e alto senso di servizio istituzionale uniti a una costante disponibilità al dialogo fra istituzioni’.