Posted on / by Luca Schino

Curati bimbi superallergici

Con cibi scatenanti

Uno studio italiano dimostra che un bambino superallergico su tre puo’ vincere allergie alimentari gravissime e pericolose, semplicemente portando in tavola i cibi incriminati, ma niente ‘fai-da-te’, si tratta di una vera terapia da seguire col pediatra. Coordinato da Alessandro Ventura, Direttore della Clinica Pediatrica dell’Universita’ di Trieste e Giorgio Longo, Direttore del dipartimento di Allergologia presso l’IRCCS triestino Burlo Garofolo e pubblicato sul Journal of Allergy and Clinical Immunology, lo studio ha dimostrato la possibilita’ di desensibilizzare l’organismo di bimbi superallergici facendo loro ‘assaggiare’ piccole quantita’ dei cibi colpevoli: ben un terzo di loro e’ totalmente guarito, mentre un bimbo su due puo’ mangiare quantita’ limitate di questi cibi. In Italia ci sono almeno 400.000 bambini tra 5 e 15 anni che soffrono di allergie alimentari (le piu’ comuni a latte e uova), 3000 di loro sono ad alto rischio di reazioni gravissime anche per un minimo e occasionale contatto con il cibo cui sono allergici. Mentre la corrente di pensiero piu’ diffusa e’ che per questi bimbi superallergici la cosa migliore sia evitare il cibo e non abbassare mai la guardia quando si mangia fuori, in attesa di vaccini antiallergici ancora non disponibili, ormai si va sempre piu’ diffondendo un diverso approccio, quello di desensibilizzare il piccolo al cibo cui e’ allergico facendogli mangiare quantita’ via via crescenti di esso. Studi simili sono stati fatti all’estero. Gli allergologi italiani hanno coinvolto 60 bimbi superallergici seguendoli per ben tre anni. Nella prima parte dello studio i piccoli sono stati ricoverati in ospedale e qui i medici gli hanno ‘somministrato’ i cibi in dosi rapidamente crescenti. Nella seconda fase i piccoli, dimessi, hanno continuato a mangiare quei cibi sotto l’attenta supervisione dei genitori, in dosi piccole. A tre anni dall’esperimento per un terzo dei bimbi (36%) l’allergia e’ divenuta solo un brutto ricordo: ora i piccoli possono mangiare quantita’ normali dei cibi cui erano gravemente allergici; un bimbo su due non e’ guarito del tutto ma puo’ incontrare sicuro piccole quantita’ del cibo e questo e’ comunque un grosso risultato perche’ mette al riparo da attacchi anafilattici potenzialmente fatali.

Fonte: Ansa – del 11.03.2008