Posted on / by Luca Schino

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Inasprite le pene contro la pirateria degli audiovisivi, colpito anche l’uso personale

Un decreto legge in vigore da oggi introduce sanzioni pesanti anche per chi semplicemente fruisce di materiale audiovisivo pirata diffuso per via telematica.

Il decreto legge 22 marzo 2004, n.72 “Interventi per contrastare la diffusione telematica abusiva di materiale audiovisivo, nonche’ a sostegno delle attivita’ cinematografiche e dello spettacolo”, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 69 del 23 marzo 2004 ed è in vigore da oggi.

L’articolo 1 del decreto legge, Misure di contrasto alla diffusione telematica abusiva di opere cinematografiche e assimilate , modifica gli articoli 171-ter e 174-ter della legge n. 633/1941 sul diritto d’autore, sostanzialmente al fine di colpire la diffusione e lo scambio illegali per via telematica, anche se finalizzati esclusivamente all’uso personale, di opere cinematografiche tutelate dal diritto d’autore.

Uso non personale perseguibile penalmente

La modifica all’articolo 171-ter aggiunge ai tipi di diffusione e riproduzione per uso non personale perseguibili penalmente la diffusione al pubblico per via telematica, anche mediante programmi di condivisione di file fra utenti di opere cinematografiche o assimilate protette dal diritto d’autore mediante reti e connessioni di qualsiasi genere.

Sanzioni anche per l’uso personale

Le modifiche all’articolo 174-ter introducono una sanzione amministrativa di 1.500 euro, la confisca degli strumenti utilizzati per la violazione nonché la pubblicazione del provvedimento anche per chi senza fini di lucro diffonde o semplicemente fruisce opere cinematografiche per via telematica in violazione del diritto d’autore.

Obblighi dei fornitori di connettività

Sempre nell’articolo 174-ter vengono introdotte ulteriori norme che obbligano i fornitori di connettività (provider) a segnalare la presenza di materiale o attività relativi alla diffusione o condivisione illecita di opere cinematografiche. La violazione di tali obblighi comporta sanzioni da 50.000 a 250.000 euro.