Posted on / by Luca Schino

Boom della morositànei condomìni

Attualità

Spese condominiali lasciate in sospeso che si sommano di mese in mese, di anno in anno, diventando di una mole sempre più difficilmente gestibile. Il problema delle morosità fa da cartina al tornasole della crisi economica che sta vivendo l’Italia. Reggio Emilia non ne è esente. “abbiamo il condomino che viene in studio e dice di non avere neanche i soldi per il latte da dare ai suoi figli”. A parlare è Silvia Santini, titolare di Home Service, agenzia che gestisce più di duecento edifici.

Fino a qualche tempo fa il grosso dei mancati pagamenti per utenze collettive si concentrava nel quartiere della stazione. Ora invece il fenomeno si è esteso a tutta la città e vede coinvolti anche piccoli condomìni. Impossibilitate a versare quanto dovuto non sono solo le famiglie di migranti, che solitamente godono di redditi più bassi. Anche i cittadini italiani trovano alle prese ristrettezze finanziarie. “Affidare delle pratiche a un avvocato per il recupero forzoso delle somme – continua Santini – è diventata una realtà con la quale conviviamo quotidianamente”.

L’ondata di arretrati ha cambiato il lavoro degli amministratori di condominio. Molto tempo ora trascorre nel tenere monitorati i conti correnti condominiali. “Dall’altra parte ci sono i fornitori, che hanno eseguito i lavori e vogliono essere pagati”. Succede così che le assemblee di condominio finiscano per dare il via ad azioni legali contro gli inadempienti. A snellire la pratica interviene la cosiddetta riforma dei condomini, una legge che entrerà in vigore a giugno, e che obbligherà l’amministratore a far partire il decreto ingiuntivo. “Una normativa era necessaria – spiega Silvia Santini – prima il fornitore aspettava prima di prendere vie legali. Ad oggi con una o due fatture indietro, la stessa Enel ti stacca, arrivano solleciti per preavvisi di sospensione, per quanto riguarda il settore idrico, per quanto riguarda il riscaldamento”.

L’intervento del tribunale non è detto che risolva la situazione, sicuramente non nell’immediato. “Nella sostanza si chiede ai condomini in regola di anticipare delle quote che non sarebbero di loro competenza”.