Posted on / by Luca Schino

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di Davide Lisetto

PORDENONE – Un gioco. Accerchiare e aggredire con ginocchiate, calci e pugni un compagno di classe alla fine delle lezioni filmando le scene per lanciarle in video su facebook per loro era soltanto un gioco. I tre dodicenni (due italiani, uno di origine straniera) che frequentano la seconda media nella scuola “Centro Storico” di Pordenone protagonisti degli episodi di bullismo avvenuti fuori da scuola, ieri mattina, quando sono stati convocati dalla preside dell’istituto si sono quasi meravigliati per il clamore che i loro “pestaggi” hanno suscitato.

«I ragazzini – ha riferito la dirigente dell’istituto cittadino, Luciana Renna – non si sono nemmeno resi conto della sciocchezza che hanno fatto e della gravità del loro comportamento. E quando li ho convocati per confrontarmi con loro si sono stupiti, credevano di aver compiuto soltanto una bravata adolescenziale». Ora la scuola, attraverso un’indagine interna, dovrà valutare quanto denunciato dalla madre del ragazzino ripetutamente picchiato dai compagni: nella denuncia presentata alla Polizia si fa, infatti, riferimento anche a un terzo episodio (oltre ai due in centro città, uno dei quali documentato dal video girato con il cellulare) che sarebbe avvenuto nel cortile della scuola durante la ricreazione. Toccherà alla preside e ai docenti ricostruire ciò che è avvenuto e con quali dinamiche. Soltanto dopo potranno, eventualmente, essere presi dei provvedimenti disciplinari. Rispetto agli episodi accaduti in strada e in orario extrascolastico è difficile capire in che termini possano essere considerati per eventuali provvedimenti.

Ieri la Polizia, con discrezione, ha compiuto accertamenti e verifiche a scuola rispetto alla denuncia presentata. «Certo è – come sottolinea la preside – che i fatti accaduti non potranno passare inosservati e potranno avere qualche conseguenza». E nella stessa mattinata la dirigente ha convocato anche i genitori dei tre ragazzi che si sono resi protagonisti degli atti di bullismo incontrandoli quasi tutti. «I genitori – riferisce ancora la dirigente – si sono assunti le responsabilità e si sono subito resi conto della gravità del fatto, anche se facevano fatica a credere che i loro figli potessero aver fatto cose del genere. Hanno dato la loro disponibilità e collaborazione ad affrontare la situazione chiedendo aiuto alla scuola e confermandoci la fiducia».

«Il nostro istituto – precisa la dirigente – da anni propone progetti educativi mirati contro questo fenomeno e anche in questa circostanza, una volta appreso dell’accaduto, ci siamo mossi per sensibilizzare ragazzi e genitori sulla tematica che riguarda tutti noi come educatori. Non posso, però, tacere il fatto che gli episodi contestati agli studenti sono accaduti al di fuori dell’orario scolastico in pieno centro città: la scuola non può essere additata per ogni cosa che accade a chi la frequenta. Quanto accaduto ci spingerà ad aumentare ancora l’attenzione per questa problematica, ma è troppo facile scaricare tutto sulla scuola».

Giovedì 10 Febbraio 2011 – 14:41 Ultimo aggiornamento: Venerdì 11 Febbraio – 13:31

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